Maestro nell'arte dei campionamenti, Kieran Hebden è un faro nel panorama musicale odierno. Dopo la folktronica, il post-rock alla Tortoise e la minimal techno, quest'album è un po' una summa e un punto di arrivo della sua arte di decostruzione. Il beat è più regolare, quindi domina la propulsione da dancefloor. Ma gli strati si sovrappongono come nelle ipnosi free-form del capolavoro Rounds: carillon alieni, abbaglianti galoppate stellari, brividi sinuosi, un magma di emozioni ed estasi. Four Tet nel Paese delle Meraviglie.
Tobia D'Onofrio




