Sembra stiano cadendo le stelle dal cielo. Una coproduzione in puro stile hardcore do it yourself per dare alla luce “We Burn Into the Cold Eyes of The Sun” album della seminale band salentina Cast Thy Eyes contenente undici tracce di hardcore evoluto e rabbia reziosamente confezionati in un booklet di 20 pagine illustrato da Christian Montagna, cantante della band, pittore visionario, puro devoto dell'underground.
Parlare di hardcore è limitativo. I buoni percorsi segnano un'evoluzione e, se la vita cambia, anche la rabbia, la visione lucida della realtà ed il sound aggressivo guardano in avanti.
Potrei parlarvi di riff mastodontici, di arrangiamenti inimitabili, così precisi da emozionare anche chi mastica poco la materia, di testi lucidi e attenti che parlano di una realtà cinica e distratta, di un sound che sembra lontano anni luce dall'Italietta che mal si sopporta e mal supporta band come queste, abituate a collezionare hilometri,sacrifici,emozioni nel nome di scelte che nessuno mai potrà spiegare per bene. Sono giorni che, montati uno dietro l'altro, formano una vita intera. In questi casi o sei dentro o sei fuori. Per tutti gli altri basterà dire che si parla di un disco hardcore che strizza molto l'occhio nel suono ad un certo metal evoluto e moderno, lontano dalle mode ma pronto a conquistare il gusto di molti. Parliamo di una band che si sbatte abbastanza da poter conquistare la meritata attenzione che ha nel panorama underground nazionale e non solo, una band prossima ad un tour internazionale con relativa ristampa su vinile del disco,una band di amici veri che, come hanno scritto e pensato in molti, se si fosse formata altrove, magari negli Stati Uniti dell'hardcore, avrebbe sicuramente conquistato altre attenzioni.
Parlare di hardcore è limitativo. I buoni percorsi segnano un'evoluzione e, se la vita cambia, anche la rabbia, la visione lucida della realtà ed il sound aggressivo guardano in avanti.
Potrei parlarvi di riff mastodontici, di arrangiamenti inimitabili, così precisi da emozionare anche chi mastica poco la materia, di testi lucidi e attenti che parlano di una realtà cinica e distratta, di un sound che sembra lontano anni luce dall'Italietta che mal si sopporta e mal supporta band come queste, abituate a collezionare hilometri,sacrifici,emozioni nel nome di scelte che nessuno mai potrà spiegare per bene. Sono giorni che, montati uno dietro l'altro, formano una vita intera. In questi casi o sei dentro o sei fuori. Per tutti gli altri basterà dire che si parla di un disco hardcore che strizza molto l'occhio nel suono ad un certo metal evoluto e moderno, lontano dalle mode ma pronto a conquistare il gusto di molti. Parliamo di una band che si sbatte abbastanza da poter conquistare la meritata attenzione che ha nel panorama underground nazionale e non solo, una band prossima ad un tour internazionale con relativa ristampa su vinile del disco,una band di amici veri che, come hanno scritto e pensato in molti, se si fosse formata altrove, magari negli Stati Uniti dell'hardcore, avrebbe sicuramente conquistato altre attenzioni.
Ennio Ciotta



