Le canzoni di Bradford Cox, ancor più quelle acustiche di Atlas Sound rispetto alla più rumorosa creatura Deerhunter, sono semplici, per lo più strofa e ritornello, ma hanno melodie vincenti, ancor più se come qui pescano dagli anni 50 e 60 con invidiabile classe. I suoni, che si nutrono di riverberi, elettronica ed esotismi, non "vestono" le canzoni di psichedelia, ma trovano una naturale collocazione in brani lisergici sin dalla nascita, partoriti in mezzo alla coltre di brillante pulviscolo rosa che è la mente di Bradford. Le canzoni sono sinceramente ispirate (The Shakes, Mona Lisa, Parallax, Terra Incognita) e spingono avanti la tradizione psichedelica pop che nei Novanta fu di gruppi come Grant Lee Buffalo. Forse Cox è un nuovo maestro di understatement, forse è troppo timido per affacciarsi alle luci della ribalta. Noi, comunque sia, continueremo a sognare con le sue creazioni.
Tobia D'Onofrio
Tobia D'Onofrio



