Gli Arcade Fire negli anni 0 hanno rimescolano l’indie-rock sposando la melodia pop con eclettismo, intelligenza e atmosfere trascinanti. Hanno scritto canzoni che prendendo strade oblique mutavano di forma e intensità. In questo terzo album la materia sonora si fa meno insidiosa rispetto ai due vecchi lavori, ma si perde un po’ in ispirazione e compattezza. Le “pop songs” sono composte con gusto e stile da invidiare, e inoltre crescono con i ripetuti ascolti. Se soltanto i canadesi non si fossero dilungati in ben sedici brani, forse avremmo evitato l’eccessiva durata e le conseguenti cadute di tono che non consentono al lavoro di decollare come un “classico”.
Tobia D’Onofrio




