Quest’album registrato tra Antwerp e Molfetta presenta una curatissima veste grafica con foto surreali corredate di didascalie. Il battito primordiale è quello della dance intelligente vestita di nero, come nell’apertura glitch che si gonfia tra gli abrasivi campionamenti di voci. Poi si mischia l’elettronica con gli strumenti tradizionali che infondono la fisicità tipica del rock ricordando una versione strumentale degli ultimi Radiohead (Notizie Top Secret…). Kapysciola campiona voci esotiche e tablas su una base dance anni ’90. The Old Turtle e Il Falso Incidente svelano invece l’anima psych-rock dell’album con una murder song strumentale e un tappeto di visionario folk acustico che recita un testo in italiano. Folgorante la cupezza di The Ordinary Man bilanciata dalla melodia vocale sixties in stile Stone Roses. E nel finale una chiusura galoppante che ricorda le ultime produzioni di Apparat. Davvero un’ottimo lavoro.
Tobia D’Onofrio
Tobia D’Onofrio



