Il western con camion Peterbilt e automobili Nova e Ford Mustang Mach 1 che filano su strade polverose mentre gli Abba cantano Dancing Queen. Roba di bettole dell'Oklahoma, regolamenti di conti, notti calde e stagnanti annebbiate dall'alcool, cappelli di paglia, pacchetti di Winston, sudore e naturalmente raffiche di piombo. Pulp (metabolizzato da un pezzo) che da noi appartiene unicamente a due scrittori come Ammaniti e Di Monopoli e negli States vanta invece una lunga tradizione e maestri indiscussi (Elmore Leonard e Joe R. Lansdale in testa al branco). Qui c'è un giovane aiuto sceriffo, Toby Sawyer (in aperto omaggio a Mark Twain) a caccia di un cadavere scomparso nel tempo di una notte lunga e pericolosa e nello spazio di un posto da coglioni senza futuro. È lui a raccontarci la storiaccia, fin da quel colpo di tosse simulato nell'incipit per mascherare il riso davanti al corpo morto di Luke Jordan. Gischler viene dalle sceneggiature per fumetti Marvel, in Italia la casa editrice Meridiano Zero ha pubblicato La gabbia delle scimmie e Anche i poeti uccidono e in diverse interviste ha dichiarato una grande influenza cinematografica nella sua scrittura. Confeziona un romanzo veloce (tempo di lettura stimato: due ore scarse) tutto muscoli e inseguimenti coreografati; una commedia action lodevole per la cura artigianale della manifattura e il sale dell'irriverenza (modello Kurt Vonnegut) versato sui sacri testi dell'hard boiled firmati da Chandler, Hammett e Spillane. Frase per i posteri: "Mi era venuta l'idea di mettere su una band, ma in città c'erano solo dei liceali del cazzo che continuavano a inciamparsi sull'uccello, oppure dei vecchietti con il banjo."
Nino G. D'Attis
Nino G. D'Attis



