Nella Granada del 1499 i re cattolici impediscono ai musulmani di Spagna di professare liberamente la loro religione, venendo meno agli accordi di sette anni prima. L’arcivescovo Ximenes de Cisneros, uomo implacabile e violento, obbliga i sovrani a convertire forzatamente gli infedeli, o in caso di resistenza a sterminarli senza pietà. I Banu Hudayl, aristocratici islamici del tempo, assistono impotenti al rogo dei libri depositari della loro sapienza, alla messa al bando della loro lingua, alla censura della loro musica, e all’improvviso la furia feroce della Storia costringe questi uomini alteri a confrontarsi con le uniche tre alternative alla loro distruzione, tutte difficili e sofferte: la fuga, la lotta, la conversione. Con struggimento d’amore, la vecchia balia Ama ricerca da sola un senso agli accadimenti, affidando i pensieri e confidando le scelte ai melograni che da secoli abitano un antico giardino. All’ombra del melograno - appunto - la donna registra i dettagli di un’epoca incerta in cui l’intolleranza cela inquietudini profonde, e realizza che l’incapacità della convivenza e la diffidenza nei confronti dell’altro non possono essere "solo" frutto di giochi di potere. Intanto le scintille dei fuochi censori volteggiano nell’aria, e disperdono in cenere le pagine preziose di una cultura che fu. "Era come se le stelle stessero versando in lacrime tutto il loro dolore". Con questo romanzo storico, scritto con sensualità e suggestione, Tariq Alì ci permette di rintracciare in altri secoli le insicurezze dei nostri giorni, e di rinnovare il lontano timore che ciò che è stato spesso si ripete, inesorabilmente si ripete.
Stefania Ricchiuto



