Nei romanzi di Quadruppani c'è, sempre, qualcosa che ti sorprende, ti lascia interdetto, per quella capacità che ha di raccontare cose agghiancianti con uno stile lineare, semplice, mai ampolloso. Per quella capacità che ha di costruire trame e intrecci perfetti, senza sbavature, creando cortocircuiti mentali nel lettore che, inutile provarci, non riesce a staccare le mani dalle pagine del libro e gli occhi dalle parole che lo compongono. La rivoluzione delle api, uscito per le Edizioni Ambiente, nella collana Verdenero (che conferma così di essere una delle case editrici italiane dove la qualità dei testi proposti è sempre altissima), è un romanzo ambientato nella pacifica Val Pellice, in Piemonte, tra apicoltori, dolcissimo miele, ecologisti arrabbiati e una fabbrica che non sappiamo bene che cosa produce, ma che non piace agli ambientalisti del luogo. Intorno a queste tracce si muovono, come al solito nei romanzi del maestro del noir francese, personaggi incredibili ma estremamente verosimili, personaggi ordinari ma estremamente imprevedibili, situazioni limite in cui la resistenza e le convinzioni dei personaggi vengono messe a dura prova e al lettore non resta che dispiacersi che il romanzo alla fine, debba finire. (dg)



