Il self publishing non è una novità dell’ultimo momento, diciamo che da quando è arrivato Gutenberg è arrivata la possibilità di pubblicare e stampare libri in modo piuttosto facile. La rivoluzione, se vogliamo, è invece come sempre internet, che ha spinto il self publishing a livelli impensabili ai tempi del carattere mobile. Non credo che ci sia nulla di male nell’autopubblicare un proprio libro, visto che conosco abbastanza bene il mondo editoriale italiano. Un esempio del chi fa da sé fa per tre è la leccese, amica e collega, Loredana De Vitis, che oltre ad averlo scritto, il suo libro, l’ha anche impaginato, ne ha disegnato la grafica di copertina (molto carina), lo porta in giro in tutta Italia (mentre scrivo lei è a Bologna), lo commercializza e lo ama, in fondo, come (e forse anche di più) se avesse sul dorsetto il marchio di una grande casa editrice. Storie d’amore inventato raccoglie cinque racconti, cinque situazioni, cinque fotografie, cinque pezzi brevi che in poche pagine riescono a condensare, a riassumere più di quanto probabilmente ognuno di noi riuscirà a provare, in fatto d’amore in tutto l’arco della sua vita. E l’amore, si sa, è importante.
Un libro veloce, agile, che non maschera (e davvero non ce n’è bisogno) l’urgenza con cui è stato scritto. Urgenza di narrare, di raccontarsi, di condividere un’esperienza. Che poi è il senso della scrittura. Quella vera, che non ha bisogno degli orpelli e che non ha paura dei fallimenti.
Dario Goffredo
Un libro veloce, agile, che non maschera (e davvero non ce n’è bisogno) l’urgenza con cui è stato scritto. Urgenza di narrare, di raccontarsi, di condividere un’esperienza. Che poi è il senso della scrittura. Quella vera, che non ha bisogno degli orpelli e che non ha paura dei fallimenti.
Dario Goffredo



