Esce con la bella casa editrice ravennate Fernandel la nuova prova narrativa di Livio Romano che, a quattro anni di distanza da Niente da ridere, cambia, come ormai ci aveva abituati, totalmente genere, ambientazione e scenari rispetto al suo romanzo precedente, scegliendo un'atmosfera molto più cupa, angosciante, notturna e paranoica. Quello che invece non cambia, e per fortuna direi, è la cura che riserva alla lingua, alla costruzione narrativa, alla creazione dei personaggi.
Il mare perché corre, questo il titolo del romanzo, è una storia di incontri. L'incontro tra i due protagonisti, entrambi di nome Piero, uno sui quarant'anni e l'altro sugli ottanta. L'incontro tra Piero il giovane e la bella Helena, giovane oculista bosniaca, l'incontro tra Piero l'anziano e la bella Nela, ebrea rifugiata a Santa Maria al Bagno nel lontano secondo dopoguerra. E soprattutto è l'incontro tra culture lontane e diverse.
Il mare perché corre è un romanzo on the road, che si svolge nell'arco di una notte allucinata e insonne che porta i protagonisti da Gallipoli sino a Legnago, nella bassa veronese, tra presunti omicidi, nuove BR e cellule di Al Qaeda, alla ricerca dell'amore, forse, o certamente di qualcosa di molto più profondo, alla ricerca di un senso da dare al proprio passato alla propria vita, tra fughe da e verso qualcosa.
Il mare perché corre, questo il titolo del romanzo, è una storia di incontri. L'incontro tra i due protagonisti, entrambi di nome Piero, uno sui quarant'anni e l'altro sugli ottanta. L'incontro tra Piero il giovane e la bella Helena, giovane oculista bosniaca, l'incontro tra Piero l'anziano e la bella Nela, ebrea rifugiata a Santa Maria al Bagno nel lontano secondo dopoguerra. E soprattutto è l'incontro tra culture lontane e diverse.
Il mare perché corre è un romanzo on the road, che si svolge nell'arco di una notte allucinata e insonne che porta i protagonisti da Gallipoli sino a Legnago, nella bassa veronese, tra presunti omicidi, nuove BR e cellule di Al Qaeda, alla ricerca dell'amore, forse, o certamente di qualcosa di molto più profondo, alla ricerca di un senso da dare al proprio passato alla propria vita, tra fughe da e verso qualcosa.
Dario Goffredo



