KEN KALFUS

Marshall e Joyce, sposati e con due figli, scampano per miracolo agli attentati dell’11 settembre. Lui arriva nel suo ufficio alle Torri Gemelle in leggero ritardo e riesce a uscirne in tempo. Lei annulla all’ultimo momento il suo viaggio sull’aereo che si schianterà in Pennsylvania. Eppure nel dolore di quella mattina, Marshall e Joyce gioiscono segretamente della possibile morte del partner. Anche se vivono ancora nella stessa casa, marito e moglie sono sull’orlo del divorzio. E la consapevolezza di essere sopravvissuti al terribile attentato invece che aiutarli a venire fuori dal caos della loro esistenza, li spinge ancora di più in un abisso di rancori e odio reciproco. Così, in quelli che sono probabilmente i mesi più bui della storia recente degli Stati Uniti, le due vicende individuali di Marshall e Joyce, residuo di una tranquilla storia familiare si incrociano e si confrontano con le angosce dell’intera nazione e le loro conseguenze nel mondo: dal crollo del World Trade Center all’invasione dell’Iraq, passando per l’allarme antrace e la guerra in Afghanistan. Che valore ha per Joyce, in questo stato di disordine mentale il ricordo di un passato recente in cui pensava a quanto fosse fortunata ad essere giovane e brillante e vivere a New York con amici intelligenti e un marito intraprendente? Cosa è cambiato per Marshall ora che di fronte al disordine sociale, si rende conto di aver vissuto "nella stupida convinzione che bastavamo noi per dare un senso a noi stessi"? Non c’è nessun valore terapeutico in questo particolare stato di disordine perché mentre sta per cominciare la guerra per la libertà dell’Occidente Marshall e Joyce portano avanti la loro guerra personale, con la stessa logica: l’amico del mio nemico è mio nemico. L’abilità dell’autore è quella di mettere sullo stesso piano le strategie degli eserciti e quelle degli avvocati della coppia nel crescendo di azioni e reazioni. Da una parte Marshall che cerca di manomettere, con effetti comici il fondo di investimenti di sua moglie e Joyce che cerca di conquistare il migliore amico di suo marito; dall’altra gli americani che cadono nella trappola dei regolamenti di conti tra le tribù dell’Alleanza del Nord in Afghanistan e bombardano la popolazione civile. E il sospetto che ci sia una sorgente unica di questa furia cieca, che ha contagiato l’Occidente fino alle scelte individuali, resta anche dopo la conclusione, visionaria e provocatoria di questa storia. (F.T.)

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