Il suo nome è Giuseppe Merico, ha 37 anni, è nato e cresciuto a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, ma vive da molti anni a Bologna. Dopo il suo esordio del 2007 con una raccolta di racconti dal titolo "Dita amputate con fedi nunziali" (Giraldi), ad inizio 2011 ha pubblicato per Castelvecchi Editore il suo primo romanzo, "Io non sono esterno", una storia ambientata in un Salento fantasma. Un ragazzino viene segregato dal padre nella cantina di casa. Nei sotterranei della sua anima impara ad amare l'uomo che lo tiene prigioniero e a perdonarlo. In un continuo alternarsi di flashback si ripercorre il periodo che lo ha portato alla prigionia in un succedersi di fatti che si svolgono in una periferia desolata tra un deposito di uno sfasciacarrozze, una tangenziale e i binari dove corrono i treni. È una storia di abusi sessuali, violenza genitoriale e sentimenti ambivalenti che tagliano le figure dei protagonisti. L'autore alterna scrittura pulp ed intimista, con una particolare attenzione rivolta agli aspetti immaginifici della mente del giovane prigioniero. Merico si presenta come una sorta di Ammaniti del Salento offrendo un esordio sulla distanza lunga del romanzo davvero convincente.
Rossano Astremo



