La conoscenza è l’atto che presume di definire l’esistente dando il nome ad ogni cosa, in modo da fissare dei confini opportuni e di renderci padroni dell’ "altrimenti sfuggevole". Nel tempo e da sempre, l’uomo ha applicato questa sua tensione al nome anche alla volta celeste - presunta infinita e per questo più pericolosa - sbizzarrendosi, oltre che a "nominare" il cielo, anche nel "descriverlo". E lo ha fatto legando le stelle tra loro, attraverso immaginati punti di congiunzione, costruendo così le costellazioni e "scrivendo sul cielo" una rinnovata relazione con la terra. Il gusto di creare narrazioni collettive e celesti, però, si è smarrito con il passare delle sapienze, e oggi sono in pochi, tecnici e appassionati, a dilettarsi con la contemplazione dell’universo. Questo libro, insieme di svelte lezioni sulla bellezza dello sguardo all’insù, mira proprio a riportare in auge il sentimento dell’osservazione di quel mistero immenso che è il cielo, soprattutto notturno. E lo fa invitando il lettore ad orientarsi con il sole, la luna, le stelle, ma anche a recuperare il piacere delle storie che quell’orientamento, anticamente, ha creato. Per questo nel testo si avvicendano pagine curatissime con mappe facilitate per il riconoscimento degli astri ad occhio nudo, e paragrafi di cosmogonie, mitologie e racconti profetici, che sembrano appartenere ad un’altra pubblicazione. Il tutto reso con una scrittura sublime e da preziosa divulgazione, che mai si riduce a banale tecnica manualistica. Franco Piperno è docente di Astronomia visiva presso L’Università della Calabria, ha insegnato Fisica in numerosi atenei italiani e presso le più prestigiose realtà accademiche americane, e ai tempi del suo Assessorato alla Comunicazione presso il Comune di Cosenza si è impegnato per l’ideazione e la costruzione del nuovo planetario. È noto, altresì, per la sua partecipazione attiva alle vicende politiche che hanno caratterizzato l’Italia degli anni ‘70.
Stefania Ricchiuto



