E questo è il blues del topo triste che mangiava solo libri e riviste. Potrebbe essere riassunto così Firmino, il primo romanzo di Sam Savage, già professore di filosofia e poi meccanico di biciclette e pescatore, esordiente a sessant'anni, con un libro, pubblicato in Italia da Einaudi, dedicato a tutti coloro che dei libri hanno fatto il loro pane quotidiano. Un romanzo delicato, per chi ama le storie semplici (dove semplice è un complimento) e raccontate bene. Firmino narra le avventure di un topo che vive in una libreria della Boston anni ‘60, una di quelle librerie di periferia frequentate da collezionisti, scrittori e amanti della lettura in genere. La mamma di Firmino aveva dodici mammelle e tredici figli, di cui il nostro eroe era ovviamente il più debole e il più maltrattato dei fratelli. Per riuscire a sopravvivere quindi Firmino comincia ad assaggiare i libri e si accorge che più i libri sono belli più sono buoni. Diventa così un infaticabile lettore e ci regala alcune indimenticabili perle su vita letteratura.
Dario Goffredo



