Ci sono dei punti fermi nella vita di ognuno, tipo il gelato più buono, il piatto preferito, la città dove siamo stati più felici eccetera. Uno dei miei punti fermi è che James Ellroy è un genio, e non si discute. Mi sono tuffato in questo immenso Il sangue è randagio pieno di aspettative. Era troppo tempo che fremevo per l’attesa dell’ultimo romanzo del più grande scrittore di noir del mondo (non è un’iperbole), avevo ormai covato un desiderio di leggerlo che era diventato insopportabile.
Finalmente l’ho stretto tra le mani, l’ho annusato, l’ho accarezzato, come si fa con un cucciolo appena entrato in famiglia. E poi mi ci sono immerso in questo meraviglioso delirio di oltre 800 pagine. Un grandioso affresco dostoevskiano sulla storia recente degli Stati Uniti d’America.
Il sangue è randagio chiude la trilogia iniziata con America tabloid dove il genio di Los Angeles raccontava gli anni della Baia dei Porci e dell’omicidio Kennedy sotto la regia occulta, ma non troppo, della CIA, della mafia, dell’FBI guidata da Edgar J. Hoover. Il secondo capitolo, Sei pezzi da mille, invece raccontava le vicende legate alla guerra del Vietnam e agli omicidi di Martin Luther King e Robert F. Kennedy. Si ripresentavano alcuni personaggi cruciali del primo romanzo e ne incontravamo di nuovi altrettanto cattivi e strepitosi.
Ed eccoci a oggi. JFK, RFK e MLK sono morti. A chi toccherà adesso? Quali sono gli affari sporchi in cui si immischerà la mafia. E Hoover contro chi complotterà? Quali nuovi personaggi incontreremo? E quali dei vecchi ci toccherà salutare?
Non vi racconto nulla della trama per non guastare nemmeno un briciolo del piacere enorme che procura la lettura di questo nuovo romanzo di James Cattiiiiivo Fratello Ellroy.
Dario Goffredo
Finalmente l’ho stretto tra le mani, l’ho annusato, l’ho accarezzato, come si fa con un cucciolo appena entrato in famiglia. E poi mi ci sono immerso in questo meraviglioso delirio di oltre 800 pagine. Un grandioso affresco dostoevskiano sulla storia recente degli Stati Uniti d’America.
Il sangue è randagio chiude la trilogia iniziata con America tabloid dove il genio di Los Angeles raccontava gli anni della Baia dei Porci e dell’omicidio Kennedy sotto la regia occulta, ma non troppo, della CIA, della mafia, dell’FBI guidata da Edgar J. Hoover. Il secondo capitolo, Sei pezzi da mille, invece raccontava le vicende legate alla guerra del Vietnam e agli omicidi di Martin Luther King e Robert F. Kennedy. Si ripresentavano alcuni personaggi cruciali del primo romanzo e ne incontravamo di nuovi altrettanto cattivi e strepitosi.
Ed eccoci a oggi. JFK, RFK e MLK sono morti. A chi toccherà adesso? Quali sono gli affari sporchi in cui si immischerà la mafia. E Hoover contro chi complotterà? Quali nuovi personaggi incontreremo? E quali dei vecchi ci toccherà salutare?
Non vi racconto nulla della trama per non guastare nemmeno un briciolo del piacere enorme che procura la lettura di questo nuovo romanzo di James Cattiiiiivo Fratello Ellroy.
Dario Goffredo



