C’è un’America che ci piace molto. È l’America che gioca ai margini, fatta di storie tristi di alcol e violenza, non sempre e non necessariamente fisica e verso il prossimo. L’America di frontiera, dove la frontiera non va intesa solo come frontiera geografica, ma come limite verso cui spingersi. Dan Fante è il figlio del ben più famoso John Fante, uno dei più grandi autori che hanno raccontato quell’America che ci piace tanto. Angeli a pezzi è un libro, neanche tanto velatamente, autobiografico. Racconta la storia di Bruno Dante (notare l’affinità dei nomi), alcolizzato irredimibile schiacciato e soggiogato dall’ingombrante figura del padre Jonathan, scrittore affermato, che sogna di riuscire un giorno a far sgorgare la sua vena narrativa. Riuscirà, Bruno, dopo essersi recato al capezzale del padre morente, dopo aver intrecciato una singolare relazione con una baby prostituta che legge tre libri a settimana, dopo aver bevuto decine e decine di bottiglie di vino e di scotch e soprattutto dopo aver ritrovato e riletto il primo romanzo del padre Chiedi al vento, riuscirà Bruno ad allontanarsi dal suo vizio e a lasciare che la poesia che brucia sotto la cenere della sua vita distrutta e malandata prenda il sopravvento?
Dario Goffredo



