Lavapiés è un quartiere multietnico e multicolore. È un quartiere dove incontri persone venute da lontano, incrociando origini e vite, ricordi e dolori. I graffiti colorati sui muri di Lavapiés ci parlano di sofferenza e ingiustizia. Lucia Etxebarría ha deciso di ambientare in questo barrio della sua bella Madrid il nuovo romanzo, Cosmofobia, rubando dalla gente per strada volti, racconti, linguaggi. Ritratti che danno voce all’immigrazione e alla difficoltà, alla clandestinità, al lavoro, alla fuga. Nelle sue opere la Etxebarría ha parlato di storie di vita, di lavoro, di donne in bilico, di maternità, di droga, di amicizie, ha scelto sentimenti forti, ha ironizzato e riso sulle sofferenze dell’amore, ha descritto la realtà a sua maniera, lucida, disincantata, diretta. Ha vinto numerosi premi letterari, è capitato sia stata chiamata in tribunale (l’ultima volta per il suo Ya no sufro por amor, accusata di plagio da uno psicologo spagnolo), ha un blog seguitissimo, curatissimo, attentissimo all’attualità, nonché scritto allo stesso modo dei suoi romanzi, è fortemente ammirata e fortemente criticata dal pubblico. Leggerla vale sempre la pena.
Valentina Cataldo



