Non manca nessuno all’appello! Ci sono tutti: Big Boys, Black Flag, Social Distorsion, Flipper, Dri, Negative Fx, The Stains, MDC, Husker Du,Verbal abuse, Wasted Youth, Dead Kennedys, Bad Religion,ecc…
Ci potete trovare addirittura i commenti di Ian Mckaye,dei Beastie Boys,dei Misfits,di Mike Watt,dei Kina(!!!).
Procediamo con ordine:Steven Blush è un americano che negli anni ottanta è stato in prima persona un enorme agitatore dell’allora nascente scena Hard Core.Instancabile organizzatore di concerti,tours,promotore,divulgatore,piccolo produttore discografico e soprattutto profondo conoscitore delle trame dell’hardcore americano,decide di raccogliere la sua esperienza in un volume.
Lo spirito è chiaro fin dal principio:non una noiosa raccolta di esperienze personali,non una inutile autocelebrazione del proprio vissuto.
Qui la scena racconta se stessa: i protagonisti sono tirati in causa in prima persona per raccontare e raccontarsi.
Quello che ne esce fuori è davvero hardcore.
Davvero impossibile raccontare con parole l’inquietudine e l’agitazione di quei ragazzi in quel di Los Angeles,Boston e New York nei primi anni ottanta.
Le esperienze raccontate e realmente vissute superano l’immaginazione e senza bisogno di alcuna spiegazione vanno a collocarsi nella leggenda: i concerti organizzati in spazi occupati con quindici persone,i nastri ed i sette pollici autoprodotti,i tour allucinanti,ecc…
Particolarmente utile è il fatto che la scena in questo libro si racconta all’incirca dopo venti anni dalle imprese,alle volte riflettendo sull’accaduto con ironia,ma in cuor loro sempre pronti a ripartire!
Divertente scovare fra le decine di nomi di musicisti coinvolti alcuni celebri rock star dei nostri giorni…
Si tratta di un libro adatto e consigliato a chiunque abbia anche un minimo di interesse e curiosità nei confronti dei movimenti artistico-musicali.
In particolare lo consiglio alle tante persone che si incontrano in giro e che usano spesso e male la parola hardcore,limitandosi ad associarla ad un determinato sound o peggio ancora ad un modo di vestire.
Grazie a questo libro potranno imparare un po’ la storia per poter finalmente comprendere un po’ la cronaca.
Procediamo con ordine:Steven Blush è un americano che negli anni ottanta è stato in prima persona un enorme agitatore dell’allora nascente scena Hard Core.Instancabile organizzatore di concerti,tours,promotore,divulgatore,piccolo produttore discografico e soprattutto profondo conoscitore delle trame dell’hardcore americano,decide di raccogliere la sua esperienza in un volume.
Lo spirito è chiaro fin dal principio:non una noiosa raccolta di esperienze personali,non una inutile autocelebrazione del proprio vissuto.
Qui la scena racconta se stessa: i protagonisti sono tirati in causa in prima persona per raccontare e raccontarsi.
Quello che ne esce fuori è davvero hardcore.
Davvero impossibile raccontare con parole l’inquietudine e l’agitazione di quei ragazzi in quel di Los Angeles,Boston e New York nei primi anni ottanta.
Le esperienze raccontate e realmente vissute superano l’immaginazione e senza bisogno di alcuna spiegazione vanno a collocarsi nella leggenda: i concerti organizzati in spazi occupati con quindici persone,i nastri ed i sette pollici autoprodotti,i tour allucinanti,ecc…
Particolarmente utile è il fatto che la scena in questo libro si racconta all’incirca dopo venti anni dalle imprese,alle volte riflettendo sull’accaduto con ironia,ma in cuor loro sempre pronti a ripartire!
Divertente scovare fra le decine di nomi di musicisti coinvolti alcuni celebri rock star dei nostri giorni…
Si tratta di un libro adatto e consigliato a chiunque abbia anche un minimo di interesse e curiosità nei confronti dei movimenti artistico-musicali.
In particolare lo consiglio alle tante persone che si incontrano in giro e che usano spesso e male la parola hardcore,limitandosi ad associarla ad un determinato sound o peggio ancora ad un modo di vestire.
Grazie a questo libro potranno imparare un po’ la storia per poter finalmente comprendere un po’ la cronaca.
Ennio Ciotta



