Alla lettura di questo articolo, sarà ormai tempo di bilanci per Cannes e avremo già vincitori e vinti di questa edizione 2006. Ma una cosa è certa già da ora: con questa pellicola Almodóvar punta nuovamente dritto alla Palma d'oro, premio che nel 1999 gli venne soffiato, "concedendo" a Tutto su mia madre solo quello per la regia. Raimunda (Penelope Cruz) e Sole (Lola Duenas), due sorelle originarie de La Mancha, vivono nella Madrid dei quartieri della classe lavoratrice: l'una con la figlia nel pieno dell'adolescenza e il marito, fresco disoccupato; l'altra guadagnandosi da vivere in un negozio da parrucchiera abusivo. Le due donne vengono raggiunte dalla notizia della morte dell'anziana zia, Paula, che viveva "al paese", accudita dalla vicina Augustina. Raimunda, pur essendone profondamente legata, non può andare al funerale; ha trovato il marito morto in cucina: la figlia ha confessato di essere stata lei ad aver ucciso il padre perché questi, ubriaco, l'aveva molestata. Fa da legante alle varie vicende la "presenza" di Irene (Carmen Maura), madre delle due ragazze, morta in un incendio con il marito. E' difficile racchiudere questo capolavoro in una semplice sinossi. Questa "commedia drammatica", molto distante dal cupo e maschile La mala educacion, rappresenta l'ennesima dichiarazione d'amore del regista alle donne; ma non solo. Almodóvar, facendo sempre riferimento all'esperienza personale, fa uno straordinario affresco dei riti e del costume di una "certa" Spagna, "luminosa e solidale", lontana dal concetto tragico della morte. Dirige magistralmente questo cast, esclusivamente al femminile, tra cui spiccano Carmen Maura e Penelope Cruz, in una delle sue prove più importanti, vicina alla tradizione italiana delle migliori Anna Magnani e Sofia Loren.
Sabrina Manna - Zeroproject



