Per passare due ore senza stare a riflettere troppo sulle condizioni esistenziali dell'uomo del terzo millennio, o sulla spaventosa situazione dell'AIDS in Africa, o sulla ripresa economica della Cina ex comunista, per rilassarsi insomma, Ma quando arrivano le ragazze? è il film giusto.
Se invece quando si va al cinema si spera di uscirne in qualche modo arricchiti, o turbati, o per lo meno colpiti e commossi; oppure ancora se da un film ci si aspetta di essere sorpresi dalla tecniche registiche, o dall'abilità del creatore di effetti speciali, o dalla bravura in qualche modo epocale degli attori, o di uno di loro, Ma quando arrivano le ragazze? non è il film giusto.
Niente di pù di una storiella raccontata con garbo, con attori bravi, belli e simpatici, puliti come nel cinema italiano sembrano essere tutti i trentenni italiani, tutti bravi, intelligenti, fortunati, ricchi e belli, senza grossi problemi dati dalla scadenza delle bollette, dall'impossibilità di mettersi Sky a casa, dal desiderio di comprare un paio di pantaloni non a saldo, eccetera.
Il nuovo film di Pupi Avati rispecchia perfettamente alcuni cliché del cinema italiano di ultima generazione. Gli attori sono sempre loro: il bel Santamaria (visto in Santa Maradona, L'ultimo capodanno, L'ultimo bacio, Passato prossimo eccetera), il bravo Briguglia (I cento passi, Buongiorno Notte, Paz!), la bella (?)Vittoria Puccini (Elisa di Rivombrosa), il simpatico Johnny Dorelli.
I personaggi sembrano tagliati con l'accetta, più con la precisione di un boscaiolo che con quella di un intagliatore. Il padre depresso, insoddisfatto e alcolizzato, la madre che sopporta in silenzio, il musicista che studia ma non ha talento, il musicista che non studia ma ha tanto talento e diventa il trombettista più in voga del momento, la ragazza bella e figa che si sposa lo sfigato ma si scopa l'amico eccetera eccetera eccetera.
Di sfondo a tutto questo una Bologna ripulita per l'occasione, bella e borghese, senza spacciatori marocchini che ti chiedono se vuoi fumo, senza punkabbestia che chiedono spicci e sigarette, senza prostitute sui viali, senza poliziotti rompicazzo che non ti fanno sedere nelle belle piazze che se no poi le rovini e quando girano i film sembrano brutte.
Insomma, aspetto ancora il giorno in cui il nuovo cinema italiano si accorgerà che la vita reale è una cosa diversa e che i trentenni di oggi che tanto vanno di moda sui set sono in realtà dei depressi cronici, senza grosse chance per un futuro migliore e con la piena consapevolezza di essere dei poveretti.
SCHEDA
Regista: Pupi Avati
Genere: Commedia
Attori: Claudio Santamaria, Vittoria Puccini, Paolo Briguglia, Johnny Dorelli, Augusto Fornari, Enrico Salimbeni, Manuela Morabito, Eliana Miglio
Gianca e Nick sono due ventenni bolognesi che si conoscono nel 1994 a Perugia durante lo stage per giovani musicisti di Umbria Jazz. Hanno vent'anni e entrambi sognano una carriera: Gianca suonando il sax e cercando di corrispondere alle aspettative di un padre che ha abbandonato le sue velleità artistiche per diventare un affermato commercialista, Nick dedicandosi alla sua tromba come per una sorta di rivincita su una situazione familiare squallida ed affettivamente arida. Nasce una amicizia fondata sul contrasto di due mondi ma unita dalla comune passione. Nove anni dopo essersi incontrati su quel treno Bologna-Perugia, i due ragazzi chiuderanno definitivamente la loro avventura comune al grande concerto che Nick terrà al Teatro Comunale di Bologna, e a cui Gianca, confuso tra il pubblico, assisterà turbato e commosso. Il pezzo che lui stesso aveva scritto con e per i suoi amici quando ancora ci si aspettava tutto dalla vita è ormai un successo, e legherà per sempre le storie di tutti: il suo titolo è "Ma quando arrivano le ragazze?"
Dario



