A distanza di sei anni dalla sua ultima pellicola, Malena, ecco l'atteso ritorno di Giuseppe Tornatore. La sconosciuta doveva essere, anche secondo il regista, una sorta di "riempitivo" in attesa di quello che forse è uno dei progetti più ambiziosi del cinema italiano contemporaneo, Leningrad (annunciato per il 2008). Si è rivelato, invece, uno degli esempi più riusciti di thriller psicologico degli ultimi tempi, nonché uno dei film più acclamati alla prima "Festa Internazionale del Cinema" di Roma. Racconta di Irena, ragazza ucraina, che giunge in una città del Nord Italia in cerca di occupazione. Trova subito un appartamento e un lavoro, come bambinaia, presso una famiglia borghese di orafi. Della donna si sa poco. Con il passar del tempo, sembra che questa riesca trovare un equilibrio stabile nella nuova realtà. Quando ecco che la sconosciuta si trova di fronte al passato, al male, alla violenza, che ha le sembianze dell'aguzzino Muffa (Michele Placido). È da questo punto in poi che il trascorso della donna si svela, attraverso l'uso di differenti piani temporali, di flashback. I diversi episodi, macchiati dall'orrore, descritti in maniera cruda, non risultano mai superflui; si rivelano piuttosto sempre pezzi essenziali del puzzle psicologico e drammatico che Tornatore va a costruire. I temi della schiavitù sessuale, da una parte, e della maternità negata, dall'altra, non rappresentano mai solo una denuncia sociale. Sono elementi caratterizzanti, essenziali di una trama che si fa man mano incalzante. I vortici, le spirali, rappresentate dalle scale a chiocciola, le geometrie sceniche "hichcokkiane" (che non nuocciono mai alla "personalità" di questa pellicola) e soprattutto le musiche di Ennio Morricone, impreziosiscono questo film di genere. Tornatore, che ci aveva abituato a personaggi maschili, è bravo questa volta a descrivere la psicologia femminile e la donna, non più solo icona o sogno (vedi Malena su tutti). La magistrale prova di Xenia Rappoport (Irena), sconosciuta attrice teatrale russa, è supportata da un cast stellare, composto da Placido, Favino, Buy, Haber, Gerini.
Sabrina Manna - Zero Project



