IO SONO LEGGENDA

Manhattan è deserta. Un cimitero di macchine sulla Quinta Strada, animali selvaggi si aggirano per la città, Central Park è una giungla. Will Smith, apparentemente l'ultimo uomo sulla terra si aggira in questo desolante paesaggio in compagnia del suo cane a caccia di cervi. Si muove di giorno e, quando il sole tramonta, inspiegabilmente si chiude ermeticamente in casa e dorme nella vasca da bagno con un fucile tra le mani. Ma...che cosa è successo? Tutto ci viene spiegato nei numerosi flashback all' interno del film: un virus, geneticamente modificato per combattere il cancro, è sfuggito alle mani dei suoi creatori e si è trasformato in una calamità per l'umanità. Il 90% della popolazione mondiale è stato ucciso dall'epidemia, solo l' un percento ne è risultato immune, il resto ha subito le mutazioni genetiche del virus, ed ora sono diventati "cacciatori del buio", esseri che non sopportano la luce del sole, che si nutrono di carne umana e che quindi hanno ucciso tutti i sopravvissuti. Tranne Will Smith, il quale cerca disperatamente di sopravvivere per trovare una cura a questo virus.

Per la terza volta il celebre romanzo di Richard Matheson viene riportato sullo schermo, questa volta da Francis Lawrence, già autore del campione d'incassi Constantine. Ma, se i primi due mantenevano in qualche modo la struttura del romanzo, questo nuovo remake risulta purtroppo essere troppo schiavo dei canovacci hollywoodiani e dei film catastrofici.

La prima parte del film, a dir la verità, è sicuramente molto più d'impatto, oltre per la suggestiva scenografia, anche per la profonda analisi della psiche di Smith, che, ad esempio, sull'orlo della pazzia, parla con i manichini. Purtroppo il tutto è rovinato da un insensato finale: così se il deus ex machina rappresentato dalla ragazza che salva il nostro eroe quando tutto sembra finito (d'altronde se lo usava Sofocle perché non si può fare adesso?), può andare, il polpettone teologico in cui si trasforma il film (può esistere Dio anche in questa situazione?) è quanto meno patetico. Poco riuscita anche la scena d'azione contro gli zombie, un po' troppo appiccicata e non aiutata dalla computer grafica, che rende i "cattivi" palesemente finti. Chissà cosa penserebbe Matheson vedendo il proprio capolavoro completamente stravolto. Probabilmente: «Peccato!»

Giuseppe Lisi

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