IL CAIMANO

Il caimano è un'animale simile al coccodrillo, di dimensioni inferiori ma al pari di esso vorace e lesto. Spietato e dalla stretta mortale il caimano non mangia, divora. E non si sazia mai. Ci sono film che vedono nascere il loro titolo ancor prima della sceneggiatura e di sicuro l'ultimo lavoro di Moretti è uno di questi. A distanza di ben cinque anni dall'intimo La stanza del figlio, Il caimano invade le sale e fa subito centro. A prescindere dalla propria fede politica. Notoriamente Moretti non è uno dei più stretti amici del Premier, ma al di là dell'aspetto propagandistico, il film è un piccolo gioiello per forza evocativa e livelli di lettura. Tanto che definirlo schierato sarebbe umiliante, sia per il film stesso oltre che per la propria coscienza critica. Il caimano è un lavoro che riesce nello stesso momento a parlare speditamente più lingue, a riflettere su una nazione allo sbando come sul cinema, passando per una vicenda come tante. La storia da cui si dipana il tutto è quella di Bruno Bonomo (uno straordinario Silvio Orlando), produttore in crisi che negli anni '70 aveva regalato al cinema italiano film di genere come Cataratte, Mocassini assassini e Maciste contro Freud. La sua vita va a rotoli e in poco tempo perde una moglie da cui si separa (Margherita Buy, che nei panni di Aidra è anche interprete di uno dei suoi film) e due figli da cui deve gioco-forza allontanarsi. Un giorno alla sua porta bussa la giovane regista Teresa (Jasmine Trinca) che gli sottopone una sceneggiatura, che però lui vede a suo modo. Come fosse uno dei film da lui prodotti. Se ne appassiona fino al momento in cui scopre che quello è un film su Berlusconi. Per giunta proposto proprio a lui, che l'ha pure votato. Comincia così una interminabile sequela di sintomatici problemi che va dal rifiuto della RAI alle defezioni dell'attore Marco Pulich (Michele Placido), attore-sindacalista rivelatosi poi un abile calcolatore, e del produttore polacco Sturowsky, acerrimo critico e occhio straniero di un'Italietta divisa tra "orrore e folklore". Come se non bastasse le banche premono e decidono la fine del tanto amato teatro di posa. Non rimane che rimboccarsi le maniche. E se non si può girare il film, c'è almeno tempo per riprenderne una di scena, quella finale. Che esprimerà si un verdetto, ma anche l'amara verità. Quella di un Paese allo sfascio che è talmente intontito da sogni e promesse, da non accorgersi delle proprie miserie.

C. Michele Pierri

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News