Parigi 1919: un anno dopo che è finita la guerra la vita notturna è vivace. Nei bar, nei caffè nascono e bruciano passioni e amori. Come quella di Jeanne e Amedeo Modigliani, detto Modì, il pittore dal fascino italiano, non solo più bello e maledetto, ma anche più ricco di talento. Al Cafè Rotonde Modì passa le sue serate tra i fumi dell’alcool, le risate, le donne e i litigi con il suo grande antagonista: Picasso.
Questo è l’intreccio dal quale nasce questo ritratto della vita straordinaria di uno degli artisti più affascinanti del XX° secolo interpretato in maniera intensa da Andy Garcia, unico vero vincitore in film che lascia molto a desiderare. E’ pur vero che trattare con le vite degli altri è sempre difficile, ma in questo caso le carenze più evidenti sono da riscontrare in scelte narrative non sempre felici che alla lunga stancano lo spettatore. A rendere ancora più difficile un giudizio positivo ci si mettono anche una colonna sonora non molto azzeccata e una caratterizzazione dei personaggi a tratti ridicola che sommata a colpi di scena tipicamente anglosassoni rende difficile un naturale e più lucido fluire degli eventi.
Insomma spero di non esserci andato giù pesante, siamo tutti cosmopoliti e ci piace sperimentare, ma per piacere continuate a parlarci di bulli e pupe e non avremo niente da dire.
C. Michele Pierri




