Non è mai facile tradurre un romanzo in fotogrammi. Specie se si tratta di un’opera che ha appassionato i lettori. È il caso di Follia, film di David MacKenzie tratto dal libro del 1998 di Patrick MacGrath. Storia di un amore tormentato e di una passione inarrestabile, sorti tra le mura di un ospedale psichiatrico nell’Inghilterra degli anni ‘50. Follia che non solo abita i corridoi del manicomio e coinvolge pazienti e medici, ma sfida il vincolo matrimoniale e le convenzioni sociali. Edgar Stark è infatti un artista maledetto e uxoricida (interpretato da Marton Csokas), Stella Raphael (Natasha Richardson) la moglie del vicedirettore della struttura psichiatrica, vittima della noia e della continua sfida con le mogli dei colleghi del marito. Le fila del loro rapporto amoroso sono tenute insieme dallo psichiatra che ha in cura Edgar (Ian MacKellen), che forse ama Edgar, forse ama Stella, forse ama troppo il suo lavoro. La tragedia ovviamente non si farà attendere, prenderà la forma della progressiva distruzione della personalità di Stella e dell’apparenza di normalità in cui si sforza di vivere.
Anna Puricella



