Nel 1978 a Buenos Aires la nazionale argentina divenne per la prima volta campione del mondo di calcio: il dittatore Videla consegnò nelle mani di Daniel Passerella la Coppa del mondo. Negli stessi anni in Argentina a qualcuno è capitato di passare dallo spogliatoio di un campo di calcio di serie B ad una prigione per terroristi. A qualcuno è capitato di vedere la madre e la sorella umiliate nella propria casa perché si rifiutavano di svelare il tuo nascondiglio. "Chi non è con me è contro di me", il leit motiv di tutte le dittature, e quella dei generali argentini non fece eccezione. Il film di Israel Adriano Caetano tratto da un romanzo autobiografico di Claudio Tamburini parla di questo: del regime e del suo potere sulle persone. La trama di per sé non è la parte più interessante del film, che passa da una parte claustrofobica che ricorda Garage Olimpo e La notte delle matite spezzate ad un finale travolgente con il racconto della fuga, tipo Midnight Express. La parte più interessante del film è lo sguardo della camera che si fonde con quello dei prigionieri: derisi, seviziati, mortificati, privati persino della loro personalità: in nome di cosa? Ecco, forse vale la pena cercare questo film e andarlo a vedere anche solo per porsi questa domanda.
Willy De Giorgi



