Il Datchforum a Milano è pieno. D'altronde non potrebbe essere diversamente, dato che a suonare è una delle band culto degli anni d'oro del grunge e della generazione X.
Gli Smashing Pumpkins sono tornati dopo otto anni dallo scioglimento, soprattutto per la tenace volontà di Billy Corgan che, nostalgico della sua band originaria, ha abortito sia il progetto Zwan, sia quello solista per ricostruire quella che lui stesso ha definito la sua band. Purtroppo non tutti gli ex componenti hanno risposto all'appello del loro ex leader, così gli attuali Smashing Pumpkins non annoverano più James Iha e Darcy Wretzky, sostituiti dagli "sconosciuti" Jeff Schroeder e Ginger Reyes, mentre alla batteria rimane Jimmy Chamberlein.
Il nuovo album non è esattamente un capolavoro, ma poterli risentire dopo così tanto tempo ha sempre il suo fascino.
All'interno della sala il pubblico si sistema e sorseggia qualche birra di troppo, un po' distratto, così, quando si spengono le luci, molti (me compreso) si ritrovano un po' troppo lontani dal palco e cercano in qualsiasi di arrancare il più vicino possibile alle prime file (inspiegabilmente separate dal resto del forum con delle transenne).
Dopo qualche minuto di urla, si affaccia l'inconfondibile cranio pelato di Billy Corgan, che indossa un lungo vestito argentato con gonna e stivali. Gli altri sono invece in rosso. Arriva la musica ed ecco quello che non ti aspetti (o meglio ti saresti aspettato solo nelle più rosee previsioni): Porcelina of the vast oceans è una delle canzoni più belle di Mellon Collie a cui segue senza stacco un altro pezzo storico, ovvero Behold the Nightmare. A quanto pare, anche loro soffrono di nostalgia e ripropongono quasi tutti i pezzi storici alcuni anche in versione acustica (Perfect e 1979), intervallati da molti inediti.
L'energia che trasmette Billy Corgan è immensa: è lui a reggere l'intera band, a guidarla, a impostare i brani. Suonano per più di due ore senza fermarsi neanche una volta (al bando il vecchio trucchetto dell'uscita a metà concerto con relativo "fuori! fuori!"), con molte canzoni legate l'una all'altra senza pausa. Il momento migliore del concerto arriva verso la metà, quando di seguito suonano Today, Tarantula,Stand inside your love, Ava Adore, Bullet with butterfly wings e 1979. La folla è in delirio.
Anche Billy sorride, probabilmente soddisfatto del concerto e dell'accoglienza del pubblico.
Chiude il concerto con un altro pezzo classico, Cherub Rock, gridando alla folla "We will never forget you". Poi passeggia sul palco, saluta le prime file, andando addirittura a stringere la mano ad alcuni fan inneggianti.
L'unico neo del concerto lo sottolinea una ragazza, quasi in lacrime, vicino a me:«Vaff... Billy! Ho aspettato otto anni e non hanno fatto Zero»! Ma in fondo va bene così, per due ore (almeno per me) son tornati gli anni '90!
Giuseppe Lisi



