Quando nel 2003 capitò di avere tra le mani These Are The Vistas, secondo disco di questo trio di indemoniati - Ethan Iverson al piano, Reid Anderson al contrabbasso e Dave King alla batteria - il primo effetto che le loro versioni di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana e di Flim di Aphex Twin ebbero su uno sparuto gruppo di ascoltatori di professione fu simile a una caduta da una sedia molto alta su un pavimento molto duro. Didascalici, eppure potentissimi, travolgenti. Un suono incredibile, compatto e un modo del tutto inedito di rileggere pop, rock ed elettronica in chiave jazz. Da allora nessuno dei loro dischi è sfuggito alla nostra attenzione, regalandoci una serie di riuscite riletture (grandiosa Everybody Wants To Rule The World dei Tears For Fears contenuta in Prog del 2007) e buone composizioni originali (come Prehensile Dream in "Suspicious Activity" del 2005). Per questo, Never Stop, primo album interamente a firma di Iverson e compagni, era atteso come un banco di prova importante, nel quale si sperava di ritrovare tutta la forza del trio e qualche buon elemento di novità. Invece. Intatta la loro cifra, identico il suono robusto e pesante, le architetture sofisticate dei brani e l'intenzione da rock band. Forse troppo.
Lori Albanese



