Reduci della scena rock di fine anni '80, il fiorentino Fabio della Torre e il leccese Ennio Colaci (batterista degli NN, band prodotta da Alberto Pirelli nel '95) sono rimasti affascinati dalle sonorità ed evoluzioni dell'elettronica sin dai primi anni '90. Dopo una lunga attività nei club portano avanti la collaborazione Minimono pubblicando un primo album che scava indietro nel tempo fino a recuperare gli albori del dancefloor, e dunque la musica funky, soul e disco anni ‘70. Un recupero delle origini evidente sin dalle prime tracce, come nelle visioni metropolitane di Downtown o nell'hip-hop/acid-jazz di Weeds, che ospita chitarra, rhodes e scratches di Nuclear Child. That Time porta il funk nei club della house music, mentre Regrets è avvolta in una spirale di percussioni latine. Come i primi rappers presero il funk per tagliarlo a fette a ritmo d'hip-hop, così Minimono crea una musica solare adatta a club e party estivi in spiaggia, sviluppando le progressioni con sensibilità contemporanea, ma utilizzando sonorità di matrice principalmente vintage. La title track ha un incedere robotico quasi Daft Punk e la conclusiva Minimono si abbandona a una psichedelia dal profumo latino con la chitarra che invoca lo spirito di Santana. (Tdo)



