Una lunga lista di collaborazioni alle spalle e una serie infinita di progetti fanno del trombettista siciliano Roy Paci uno dei musicisti italiani più prolifici, apprezzato e richiesto in tutta Europa e non solo. Da Manu Chao a Mike Patton, dagli Africa Unite ai Lou Dalfin, da Vinicio Capossela a Amy Denio, da Trilok Gurtu ai Subsonica, in pochi sono sfuggiti al fascino dell’energia di Roy. Da dodici anni a questa parte poi porta in giro il suo progetto Aretuska. Dopo tre anni di silenzio discografico, compensato da una attività live interminabile, la band torna con Latinista. Un disco che parla di sud, di Sicilia, di Brasile (dove il disco è stato pensato e preprodotto), di Salento (dove Roy si è trasferito e ha registrato il disco nella sua casa/studio), di Africa, di Messico, di Caraibi. Dagli esordi esclusivamente ska e rock steady è passato molto tempo. Roy Paci sembra quasi cercare (e in parte trovare) una nuova idea di cantautorato in bilico tra ritmi in levare e testi impegnati, canzoni d’amore e fanfare, funk e riflessione. Compagni di strada di questa nuova avventura sono Jovanotti, autore e interprete del primo singolo Bonjour Bahia, Caparezza, che propone una sorta di triangolo in NoStress, e Eugene Hutz, carismatico leader dei Gogol Bordello, nella commistione linguistica de Il Segreto. Sicuramente anche quest’anno Roy Paci & Aretuska saranno tra gli ospiti più richiesti di festival e piazze (pila).



