Da tempo non si sentiva, da queste parti, una band con l’attitudine di un gruppo. Mi spiego, mi riferisco a quella strana sensazione che si ha quando si ascolta un disco, sempre più rara, in cui sembra che tutti i musicisti si muovano nella stessa direzione, siano immersi nella stessa materia sonora. E non è poco. Poi c’è la musica. I Play on tape sono la via di uscita dalla melma anni ‘90 in cui sembra essersi intrappolato molto del nuovo rock. Sfacciatamente connotabili in un’ “onda nuova”, hanno il pregio di avere il suono del momento, di suonare quello che in Europa e nel mondo ragazzi della loro età amano ascoltare. Mi riferisco al sound di band come White lies o Interpol senza perdere di vista una certa spinta alla Placebo e l’eredità dei Joy Division. Tra le maglie dei sinth si sente una certa influenza Kraut, e in alcune inflessioni vocali l’amore per i Cure.
Osvaldo Piliego



