Paolo Di Sabatino è un grande pianista jazz che mi ha sempre colpito per la sua liricità compositiva ed esecutiva, la sua lineare profondità nei soli me lo ha fatto sempre associare a Petrucciani, così metto Voices nel lettore e trovo un Di Sabatino nuovo, circondato da cantanti che mettono su voce linee melodiche pianistiche. La prova più di qualità è offerta da Fabio Concato, ormai entrato a pieno titolo nel circuito delle voci prestate al jazz, che accompagnato da un pezzo - Cosa ne sarà - davvero completo nella scrittura e nell'esecuzione, incanta e avvolge, così come Higher Than High eseguita dal grande Gegè Telesforo. Altri brani, come Kiss Me cantata da Wendy Lewis, stentano a decollare e gli arrangiamenti acid jazz alla Incognito non aiutano a darne freschezza. Ottima la presenza degli archi che si intreccia morbidamente con le voci e la sezione fiati.
Zanca



