Talento inclassificabile, improvvisatore totale, creativo nell'accezione più folle. Médéric Collignon è uno degli artisti più visionari e anticonformisti della scena francese. Trombettista con propensione verso la cornette de poche, le percussioni, i gingilli elettronici, gli strumenti giocattolo, l'utilizzo audacissimo della voce, della faccia, del corpo, l'ex enfant terrible del jazz d'oltralpe, ha assorbito e interpretato nella maniera più personale l'eredità di enormi innovatori come Louis Armstrong, Miles Davis, Don Cherry, e poi Frank Zappa, i Led Zeppelin. Dopo il buon lavoro attorno al genio davisiano con il Porgy and Bess del 2007, in questo Shangri-Tunkashi-La, dalla cover squisitamente seventies, Collignon e il suo quartetto Jus De Bocse (Philippe Gleizes, batteria; Frank Woeste, Fender Rhodes; Federic Chiffoleau, contrabasso) si misurano con le incursioni elettriche di Miles, in un omaggio agli anni che vanno dal '68 al '75. Uno dopo l'altro scorrono Bitches Brew, Shhh Peaceful/It's About That Time, Nem Um Talvez, Mademoiselle Mabry, e infine, Khasmir, capolavoro della band di Jimmy Page. Su tutto, l'inconfondibile timbro del Jus De Bocse, e del suo re di suoni Médo. Prendere o lasciare.
Lori Albanese




