NB. È attivo da qualche settimana il sito drinkify.org che trova, per qualsiasi musicista voi stiate ascoltando, il perfetto corrispettivo alcolico. Voi inserite il nome del musicista e il sito vi dirà che cosa berci sopra. Per Lisa Manosperti il suggerimento sarebbe tequila invecchiata; per Ornette Coleman, vino rosso, certamente più aderente alle atmosfere di questo bellissimo disco. Scegliete voi il vitigno e l'annata, l'importante è che sia robusto, corposo, impegnativo, uno di quelli - per intenderci - che si bevono solo se dopo non si ha il problema di doversi riportare a casa.
Lori Albanese
LISA MANOSPERTI
Con il suo precedente album dedicato a Édith Piaf, la vocalist barese Lisa Manosperti aveva già dimostrato di essere attratta dalle imprese difficili e di sapersi muovere nei terreni impervi delle emozioni con sensibilità e pertinenza, riuscendo a restituire brani intramontabili e variamente battuti come quelli della cantante francese con originalità e personalissimo stile. Il suo nuovo lavoro (ancora per l'etichetta leccese Dodicilune), costruito attorno all'universo espressivo di un gigante come Ornette Coleman, arriva dunque come una conferma della sua capacità di aggiungere spessore a un materiale musicale di già enorme potenza cui - si sarebbe detto - poco o nulla poteva più essere aggiunto. Ci riesce intessendo sui temi lirici e visionari di Coleman testi originali che ne indagano tutta l'intrinseca trama narrativa, dando a ciascuno un'interpretazione nuova attraverso le sfumature di una voce che sa essere scura e profonda, o asciutta e affilata, e sempre intensa e partecipe. Un'impresa davvero riuscita anche grazie a comprimari di prim'ordine come il sassofonista Roberto Ottaviano, ispiratore del progetto e impareggiabile accompagnatore (si ascoltino i bellissimi sei minuti di Lorraine, solo sax e voce), Domenico Caliri alla chitarra (essenziale il suo delicato, appena accennato sostegno in Jayne e Kathelin Gray), Giovanni Maier al contrabbasso (prezioso in Turnaround) e Zeno De Rossi alla batteria (sempre perfetto, come il suo solo in Lonely Woman). Musicisti ricchissimi che hanno portato alla musica del geniale musicista di Fort Worth un contributo realmente originale, vestendo di grazia e nuova suggestione la musica di uno dei grandi compositori del Novecento.



