Svolazzamenti e danze, evocazioni e ritmi, echi, fughe, soffi e spinte, dai Pirenei francesi alla Sicilia passando per tutto il Sud Italia. Un volo attraverso tante sonorità e suggestioni è quello del "gufo" de Les Troublamours, gruppo italo-francese, artisticamente nato nel Salento, dopo l'incontro tra i musicisti "giramondo" e Giuseppe Conoci di Anima Mundi, etichetta salentina che ha tenuto a battesimo, un po' di anni fa, il loro esordio discografico (Tarantella Gitano Guinguette) e che li accompagna anche in questo volo con Hibou du monde (Gufo del mondo), un disco ricco di commistioni com'è ormai "naturale" per il gruppo che ha costruito il suo modo di essere, e di suonare, proprio sulle "commistioni" e sulle sperimentazioni. Ed è così che, com'è stato nei lavori precedenti, anche in questo quarto disco si incontra la musica francese del dopoguerra, si passa per i "sogni" felliniani e le colonne sonore di Nino Rota, incrociando la festosa irregolarità balcanica e le "struggenti memorie" dei canti Yddish. Fino, ovviamente, alla tradizione meridionale italiana, tarantelle e tamurriate, e a quella salentina. Tutto ovviamente contaminato da soffi di tromboni e canto "alla francese".



