
La musica di Laura Veirs arriva oggi forse dove Sufjan Stevens ha deciso di cambiare strada. Un po' per un'attitudine compositiva in grado di avvicinare soluzioni orchestrali e minimalismi melodici, un po' per un senso bucolico che si propone come alternativa al grigiore urbano. Un omaggio alle cose semplici, alla bellezza nascosta nei particolari. Ad affiancarla pochi ma buoni si potrebbe dire. Jim James dei My Morning Jacket è un ottimo contraltare maschile che aggiunge spessore agli intrecci vocali. Un disco fresco come il bancone pieno di pesche che lo ha ispirato, stravagante nel suo essere sorprendente in piccoli passaggi. Non un miracolo, ma un piccolo regalo. (AR)



