Immediatamente riconoscibile, la voce di Jonsi dei Sigur Ros ci conduce in un nuovo emozionante viaggio sonoro. Le affinità con il gruppo madre riguardano alcune scelte melodiche e cromatiche, ma nel complesso l’album brilla di un’esuberanza ritmica sconosciuta ai rarefatti paesaggi dipinti dal gruppo islandese. La frenesia percussiva, infatti, è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente questo emozionante lavoro; una vigorosa vitalità sprigiona dalle ritmiche di Samuli Kosminen. I complessi e originali arrangiamenti sono del “giovane maestro” Nico Muhly (già collaboratore di Philip Glass) e le contagiose melodie pop, sognanti e solari, prevalgono sui momenti più riflessivi, riconducibili all’estetica Sigur Ros. Una fuga dagli schemi, dunque, o un tentativo di andare oltre le sonorità sperimentate in precedenza. In tempi in cui ci si concede raramente il lusso della sperimentazione, Jonsi ci regala uno splendido album, la colonna sonora perfetta per un’estate calda e gioiosa.
Tobia D’Onofrio
Tobia D’Onofrio



