Prende il nome da una canzone di Micah P. Hinson, un ottimo punto di partenza per entrare nel mondo di Jackeyed, un personaggio che ama immergere la sua biografia in un alone fiabesco quasi a voler rafforzare il suo mood musicale fatto di ballate acustiche. Canzoni che richiamano alla mente il già citato Hinson, ma anche Elliot Smith e una serie di interpreti dal tessuto sonoro sottile e fragile. Un facile raffronto è con il conosciutissimo Damien Rice, ma c’è una scrittura a suo modo italiana nella mani di Federico Babbo. Una delle nuove voci dell’indie italiano che ci regala un album intenso. (O.P.)




