L’età del ferro è una sorta di assunzione di consapevolezza dell’uomo, dei propri mezzi come dei propri limiti. Il circo sonoro dei Gualeve sembra voler parlare di vita, farlo partendo da un ascolto interiore, dal disagio. Una sensazione che si trasforma musicalmente in un’ impalcatura psichedelica e noise costruita come contraltare a una melodia che fatica ad affiorare tra le dissonanze e le frammentarietà post. Si sente l’eredità di un certo indie rock anni 90 (Marlene Kuntz, Giorgio Canali, Csi) rivestita di nuovi ascolti e una spinta più progressiva. La produzione di Fabio Magistrali contribuisce a dare carattere a un suono che è un mix di grunge, new wave, post rock, alternative rock. (O.P.)



