Genova è terra di cantautori, di nomi e suoni indelebili. Filo Q viene da lì e porta con sé il retrogusto di quella scuola. Fa parte del suo corredo melodico, del suo modo di approcciarsi all'acustica, alle corde degli archi e ai tasti di un piano. Il resto è un castello elettronico che è parte integrante della sua formazione e del suo modo di esprimersi e fare musica. "Il Bordo del buio" è un disco che al primo ascolto sembra l'alternativa a Vasco Brondi, un svincolo ugualmente vivo e impressionista capace di concedersi sprazzi sonori più ampi. Ma è solo una prima impressione che trova, scorrendo i brani, nuovi punti di fuga. In alcuni casi l'allineamento tra pianeti sonori ha qualcosa di inedito.
Osvaldo Piliego (da Rockerilla)



