Rock ruvido e sincero, con chiare influenze punk/rock/grunge dell’era Seattle. Sono questi gli Eridana, formazione romana composta da Emanuele Bartoli, chitarra e voce, Andrea Cetta, batteria, e Cristina Patrizi basso. C’è odore di Nirvana nell’ep Intro, cinque tracce crude che seguono il primo lavoro del gruppo uscito nel 2007, ma con una line up differente. I temi affrontano la realtà delle giovani generazioni, bloccate da frustrazioni, apatia e individualismo esasperato. Ma non tutto è grigio, perché l’augurio migliore presente nei testi è di abbandonare narcolessia ed apatia. Le evidenti potenzialità sonore a volte non sono sorrette a sufficienza dai temi, che rischiano di rimanere in un ambito esclusivamente adolescenziale. La band sicuramente poteva osare di più, anche perché la massima aspirazione dei suoi membri non sarà certo suonare a vita nei licei durante le occupazioni, anzi okkupazioni. Ma visto che fare il teenager ribelle è ormai una moda o poco più, auguriamo agli Eridana di dimostrare presto maggiore maturità nella scrittura dei testi. Tra le cose migliori dell’album, le perle distorte e violente della bassista Cristina Patrizi.
Lucio Lussi



