Vinicio Capossela è un artista come pochi. Ha uno stile suo, una voce inconfondibile e una scrittura poetica e surreale. Ma c'è una cosa che lo rende ancor più unico. Vinicio crea universi, mondi tutti suoi, con delle regole, dei personaggi, degli scenari che stanno in piedi da soli. Ogni suo disco è a sé. Quest'ultimo Marinai, Profeti e Balene prende spunto dal mare, il mare che crea e distrugge, che nasconde l'abisso come pure il sogno della terraferma. Molti brani sono dichiaratamente tratti da scritti sul mare, in primis dal Moby Dick di Melville. Non avrebbe senso parlare dei singoli brani perché questo disco va considerato nel suo insieme. È un viaggio, una raccolta di storie legate tra loro come una rete da pescatore, una "Marina Commedia" come ha detto lo stesso Vinicio. In alcuni tratti ricorda la colonna sonora di un film che non esiste, o un teatro "marino" sommerso negli abissi. In tutti i modi è un mondo a sé. Non è un disco per tutti. Ma del resto nemmeno il mare lo è.
Marco Chiffi



