In modo un po’ silenzioso e inaspettato, ma con nostra grande gioia, Michele Salvemi-ni, in arte Caparezza, torna dopo tre anni con un nuovo album, Il Sogno Eretico, composto da sedici tracce brillanti e pungenti. Il tema dell’eresia, presente da sempre nella produzione dell’artista, diventa ora centrale e viene analizzato in tutte le sue manifestazioni: religiosa, politica, culturale, musicale. Una carrellata di personaggi storici, da Galileo a Giovanna d’Arco, ci guida, infatti, in un percorso di convinzioni e libertà negate, di impossibilità di espressione e progresso. I testi sorreggono come sempre l’intera struttura del disco, risultandone la vera forza trainante; un sapiente uso dell’ironia genera una satira intelligente e salva da luoghi comuni; gli arrangiamenti sono caratterizzati da varie contaminazioni, passando dall’elettronica al rock al reggae. Tutto come sempre insomma, e il problema è proprio questo. Nonostante i pezzi scorrano in modo piacevole, tutto è un po’ troppo prevedibile, tutto è come nei precedenti album. Niente di nuovo viene aggiunto, nessuno dei particolari e divertenti spunti di Le Dimensioni del mio caos viene ripreso, e la sensazione è un po’ quella di tornare indietro, a Verità Supposte, del 2003. Tra le tracce spiccano comunque Chi se ne frega della musica, la medie-valeggiante Sono il tuo sogno eretico, Cose che non capisco, forse la migliore, e Goodbye Malinconia, il singolo di lancio, con la curiosa collaborazione di Tony Hadley degli Spandau Ballet. L’altra collaborazione è poi con Alborosie, nella più che mai esplicita Legalize the premier. L’album insomma non deluderà nessun vecchio fan dell’eretico rapper pugliese; c’è da dubitare però che ne porti di nuovi.
Daniele Coluzzi



