Spesso i talenti nostrani passano inosservati finchè non arriva la stampa inglese o americana ad additarceli. Sicuramente, il più delle volte, questi talenti non cercano neanche un riconoscimento in patria. Sta di fatto che la musica dell’italiano Bob Rifo aka Bloody Beetroots è già stata consacrata all’estero, grazie a serie tv come CSI e famosi videogames come FIFA 09. Qui i territori di riferimento sono il DJing con approccio hardcore, l’elettronica onnivora stile Justice, così come la dance aggressiva dei primi Prodigy. Non mancano gli episodi più sinfonici che rimaneggiano musica classica (Have Mercy On Us, con il clavicembalo velocizzato su tanto di canto gregoriano, oppure 2ndStreets, con archi enfatici e vocoder), il digital hip-hop (Awesome), la citazione Aphex Twin-iana (Little Stars), il techno-dubstep (Its Better a DJ), il grime (Warp 1.9), l’immancabile omaggio al dark anni 80 (Make Me Blank), l’acid alla Chemical Brothers (I love). Il fiore all’occhiello dell’album è la copertina originale disegnata da Tanino Liberatore. Bob “Cornelius” Rifo ha certamente studiato bene la lezione.
Tobia D’Onofrio



