È una piacevole sorpresa questo esordio solista di Alessandro Fiori, voce degli eclettici Mariposa. Dopo una lunga serie di collaborazioni (Marco Parente, Alessandro Asso Stefana, Enrico Gabrielli, che lo accompagnano anche in questo cd) il cantante e autore regala al suo pubblico undici canzoni che si muovono tra testi graffianti e intensi, poetici e visionari che raccontano la paura della morte e della solitudine, l’abbandono e la resistenza. Lungomare, Fuori Piove, La Vasca, Senza le dita, Trenino a cherosene sono le mie preferite all’interno di un “trittico pittorico” che ti prende l’orecchio e la mente. Un cd non semplice al primo ascolto ma che man mano entra sottopelle, grazie ai ricordi, alle immagini, alle metafore. In uno stile assolutamente personale, la musica di Fiori richiama Bruno Lauzi, il primo Lucio Dalla, Piero Ciampi, Ivan Graziani, con arrangiamenti scarni ed essenziali. Attento a me stesso ci dona un immaginario difficile da trovare in giro, mai scontato. “Non andar via perché c’è un topo su in soffitta che non mi fa dormire bene”. Chapeau. (pila)



