| LA BANDA DEI RADIODERVISH | ||||
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Il disco numero 200 de Il manifesto cd non poteva che essere celebrato con uno dei gruppi di maggior peso della produzione discografica, i Radiodervish, che presentano il loro nuovo lavoro Bandervish.
12 tracce nelle quali le inconfondibili melodie dei Radiodervish si mescolano alle sonorità tradizionali della Banda di Sannicandro di Bari, trasformandosi in una sorprendente miscellanea di suoni che, a partire dalle feste patronali della Puglia. rimbalza nel Mediterraneo da oriente a occidente con citazioni ad Ennio Morricone e Oum Kaltoum Il disco, arrangiato da Livio Minafra (premio top jazz 2008 come nuovo talento) contiene alcuni tra i più noti brani dei Radiodervish, come Centro del Mundo, L’esigenza e L’immagine di te, e notissime canzoni della tradizione mediorientale come Fogh en Nakhal e Lamma Badà. Ad accompagnare i RADIODERVISH (Nabil Salameh voce e Michele Lobaccaro chitarre e basso), Alessandro Pipino al pianoforte, lama sonora e una infinità di strumenti acustici, Livio Minafra fisarmonica e pianoforte e i 40 musicisti della Banda di Sannicandro di Bari. Ospiti di eccezione Pino Minafra flicorno soprano e tromba, Roberto Ottaviano sax soprano e Gaetano Partipilo sax contralto. Tracklist: 1) INTRO - Centro del Mundo 2) L’IMMAGINE DI TE 3) LES LIONS 4) L’ESIGENZA 5) LAMMA BADÀ 6) ALL MY WILL 7) AVATAR 8) TI PROTEGGE 9) FOGH EN NAKHAL 10) SEA HORSES 11) AINAKI 12) DIO PAZZO DIO PANE BANDERVISH, fiato all’anima. Il fenomeno delle bande è nato più di 200 anni fa ed ha sempre coinvolto artigiani, contadini e figli del popolo. Una realtà così forte e radicata che a tutt’oggi ogni paese del Sud Italia ha ancora la sua banda. La Banda è infatti in un certo senso la colonna sonora del Sud e delle nostre processioni. Come non pensare alla Banda nella cassarmonica durante le feste patronali mentre suona gli estratti d’opera di Puccini, Verdi, Rossini, Donizetti. Tale è il caso della vivace Banda Giuseppe Verdi di Sannicandro di Bari. Dall’altra parte i RADIODERVISH e la loro musica capace di entrare dolcemente nelle nostre ferite, accarezzarle e lenirle. La loro musica evoca immagini di tramonti con stormi d’uccelli all’orizzonte e voli improvvisi, ordinati, leggeri e malinconici ma di forte intensità, dove il dolore perde per incanto tutto il suo peso. Livio Minafra
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