UN FILM SULLA VITA DI NADA
Mercoledì 12 Agosto 2009 11:44    PDF Stampa E-mail
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Al festival del cinema di Locarno presentato 'Il mio cuore umano', documentario di Costanza Quadrini sulla cantante Nada Malanima. Gli appassionati lo potranno vedere anche in tv, su RaiTre, il prossimo 20 agosto.

Col titolo preso a prestito dall'autobiografia scritta dalla stessa Nada (per Fazi editore), la pellicola - prodotta da Angelo Barbagallo - è totalmente centrata sulla personalità, musicale e non, della Malanima. Uno sguardo alle sue emozioni, e alla sua carriera, volutamente non distaccato: la cinepresa della Quatriglio segue l'artista con evidente partecipazione, soffermamdosi insistentemente sul suo volto di splendida cinquantaseienne che non teme il tempo che passa (come dimostrano, ad esempio, i fili grigi nella sua capigliatura rosso-castana).

In un contesto invernale, infagottata in maglioni e con lo scenario della sua campagna toscana, Nada ripercorre così la sua vita, il suo precoce (e riluttante) ingresso nel mondo della canzone fortemente voluto dalla madre, la sua evoluzione da canzoni più facili e orecchiabili a un percorso più cantautorale - grazie anche all'incontro con l'ex componente dei Camaleonti e suo compagno, Gerri Manzoli. Il tutto in un film in cui si alternano i monologhi di lei, e i brani cantati alla chitarra oggi, con foto d'epoca e spezzoni di trasmissioni televisive, con apparizioni di Sandro Ciotti e Renzo Arbore. In evidenza anche i suoi cambiamenti di look: come quello degli anni Ottanta, ai tempi di Ti stringerò, in cui esibisce una classica mise post-punk. E non mancano, ovviamente, i momenti sanremesi: il debutto nel 1969 con Ma che freddo fa, la vittoria due anni dopo con Il mio cuore è uno zingaro, con lei emozionatissima e quasi incapace di parlare.

E poi ci sono le "confessioni" più private. Centrate quasi esclusivamente sul rapporto coi familiari: il padre, e soprattutto la madre, prima artefice del suo successo ("se faccio questo mestiere è perché lei lo ha voluto a tutti i costi, senza porsi il problema di se volessi farlo o no") e poi colpita dal disagio psichico. Ed è proprio mentre racconta i colloqui con la mamma malata che Nada cede alla commozione, e i suoi occhi si riempiono di lacrime.

Ma in generale, nel corso del film, sui toni drammatici prevalgono nettamente quelli più scanzonati: come quando, nelle sequenze iniziali, lei ricorda che il giorno della sua nascita la nonna mise fretta alla levatrice: "Svelta, svelta, che il martedì pomeriggio passano le streghe...".

(fonte: www.repubblica.it)
 

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