| PREMIO DEL PUBBLICO WEB 2011 AL DOCUMENTARIO "LA SVOLTA.DONNE CONTRO L'ILVA" | ||||
|
|
Il documentario "La Svolta. Donne contro l'Ilva" si è aggiudicato il Premio del Pubblico Web 2011 al ViaEmiliaDocFest con 905 voti.
ViaEmiliaDocFest è il primo Festival italiano online del cinema documentario, promosso da Pulsemedia in collaborazione con Solares-Fondazione delle Arti, Arci Ucca e con gli Assessorati alla Cultura del Comune di Modena e di Reggio Emilia.
Ogni anno trenta tra le migliori produzioni documentaristiche in Italia vengono selezionate da una giuria di professionisti del settore per partecipare al concorso di ViaEmiliaDocFest, la visione online è gratuita per 2 mesi.
I film in concorso, per la maggior parte inediti, devono essere realizzati nella stagione che precede l'edizione di Viaemiliadocfestival. Il panorama degli autori è vasto: comprende giovani registi emergenti e filmmakers già affermati. Le opere sono trasmesse online in alta definizione e votate per 2 mesi dal pubblico del web che, previa iscrizione al sito, puo’ indicare fino a tre preferenze.
Due mesi per scoprire la vitalità e la ricchezza di un cinema che spesso è esclusiva dei circuiti festivalieri e cosiddetti indipendenti, ma che sempre più è espressione di un nuovo sguardo sul mondo, di inedite restituzioni della realtà, innovative e non convenzionali nelle forme narrative, linguistiche e produttive.
Al titolo più votato dagli utenti viene attribuito il "Premio del Pubblico Web", quest' anno assegnato al documentario di Valentina D'Amico “La Svolta. Donne contro l’Ilva”.
Il documentario racconta la battaglia di sei donne in particolare: Francesca e Patrizia, mogli di operai morti all’Ilva; Vita, mamma di un giovane operaio finito ammazzato sotto una gru nello stabilimento; Margherita, ex dipendete sottoposta a soprusi, mobbizzata, licenziata; Anna, finita sulla sedia a rotelle, e Caterina, mamma di un bambino autistico: malattie diverse, entrambe probabili conseguenze dell’inquinamento. In primo piano la loro storia umana, di lavoro, di sofferenza. La loro voglia e necessità di riscatto per sé e per gli altri: nelle aule dei tribunali, nelle manifestazioni di piazza, nelle denunce senza veli alle massime cariche dello Stato.
Sullo sfondo, al centro, sempre la fabbrica. Il lavoro degli operai raccontato da dipendenti ed ex dipendenti, e svelato attraverso la vicenda di Antonino, morto nello stabilimento. La sua storia, narrata nel testo “La Svolta” scritto dalla moglie Francesca, nel video è interpretata da un attore. L’ingresso all’Ilva, il lavoro all’Ilva, la morte all’Ilva.
Da qui si dipanano le esperienze personali delle sei donne, e con loro si ripercorrono decenni di sconvolgimenti socio-economici e ambientali di una città che forse oggi ha trovato il coraggio di reagire contro la fabbrica. Quella fabbrica che è amica se dà lavoro (oltre 20mila occupati fino agli anni 90, neanche 13mila oggi), ma che è nemica perché disprezza l’uomo e mortifica l’ambiente. Con la complicità delle istituzioni, dei sindacati, dei cittadini-lavoratori (per necessità, per paura).
|






