LA FESTA DEI VIVI (CHE RIFLETTONO SULLA MORTE)
Mercoledì 02 Novembre 2011 12:41    PDF Stampa E-mail
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Nel quadro degli eventi And And And che precedono Documenta (13) 2012, la mostra d’arte più importante al mondo che si svolge ogni 5 anni a Kassel in Germania, gli artisti Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti, con la collaborazione di Luigi Presicce e il collezionista Salvatore Baldi, si ritrovarono, lo scorso anno, nel giorno della festa dei morti, a muoversi verso una nuova celebrazione: “La Festa dei vivi (che riflettono sulla morte)”.

Il pellegrinaggio più breve e più lento del mondo, una festa per celebrare la vita, una riflessione sulla morte come trasformazione, soglia, mistero, ma anche come necessario orizzonte di senso, un pellegrinaggio circolare che ritorna al punto di partenza: “Lu Cafausu”, non luogo ideale per riflettere e investigare sul contemporaneo.
“Lu Cafausu” è un luogo immaginario che esiste per davvero a San Cesario di Lecce, anomalia architettonica ed esistenziale, sistema di potenzialità che produce metafore e narrazioni perché non può essere definito senza provocare un nonsenso, perché è evidentemente portatore sano di una storia e di un qualche significato che nessuno conosce esattamente.

Per la seconda edizione de “La Festa dei vivi (che riflettono sull morte)”, Lu Cafausu, e gli artisti coinvolti, hanno proposto, all’interno della Serra dei Giardini della Biennale di Venezia, un laboratorio in cui i partecipanti hanno reso omaggio a Ezechiele Leandro costruendo una scultura su ispirazione dei 
suoi “mosaici tridimensionali” composti da macerie e cemento.
In conclusione a questo laboratorio, che si è tenuto negli ultimi giorni di ottobre e, più precisamente, domenica 30 e lunedì 31 ottobre, tutti i partecipanti da Venezia si sono spostati in pulman alla volta di San Cesario di Lecce, trasportando su un apposito carrello l’opera realizzata.
 Il viaggio è stato anche la sede di un congresso, curato dai curatori di AndAndAnd di Documenta, per approfondire le discussioni avviate nel corso del laboratorio e per riprendere le tematiche di riflessione sulla morte proposte dalla nuova festa.

Il 2 novembre la statua raggiungerà San Cesario e, attorno a Lu Cafausu, si compileranno azioni non permanenti per segnalare una forma condivisa di attenzione verso questo luogo reale e metaforico e le nostre macerie quotidiane.
In serata, a partire dalle ore 20.30 e fino alle ore 23.30, grazie al sostegno di Marselleria (www.marselleria.com), happening cafausico presso gli spazi del Laboratorio di Arte e Architettura “Archiviazioni”, a Lecce, in via Enzo Ferrari, contrada Pisello, con musica scelta da un repertorio italiano di musica quasi dimenticata, a cura di Oh Petroleum e Luca F.
 

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