| KOREJA, NELL' AMBITO DI SALENTO IN FESTIVAL, PRESENTA "IANCU" DI FABRIZIO SACCOMANNO | ||||
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Prosegue il tour estivo dei Cantieri Koreja nell’ambito di Salento in Festival, il festival organizzato da Provincia di Lecce – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Museo MAXXI di Roma, Fondazione ICO "T. Schipa", Istituto di Culture Mediterranee, Comune di Lecce, Camera di Commercio, Accademia di Belle Arti e Cantieri teatrali Koreja.
Nella splendida cornice dell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate situata sulla strada provinciale Squinzano-Casalabate, fra le suggestioni delle splendide architetture medievali, venerdì 15 luglio alle ore 21.15 la compagnia Koreja sarà in scena con IANCU, un paese vuol dire, il nuovo lavoro di Fabrizio Saccomanno scritto a quattro mani con Francesco Niccolini, per la regia di Salvatore Tramacere.
L'Abbazia, sede di un importante monastero italo-greco, che una tarda tradizione locale vuole fondato agli inizi del XII secolo dal conte Tancredi, fu un importante polo religioso e culturale fino al Cinquecento, successivamente trasformato in masseria.
L’edificio si presenta oggi con decorazioni tipiche salentine, un’ala porticata addossata sul lato sinistro della chiesa ed un pozzo del Cinquecento. Attiguo all’Abbazia, il Museo delle Tradizioni Popolari dove, tra gli altri reperti, si conservano pannelli con affreschi provenienti dalle navate laterali.
Iancu è il racconto di una giornata, una domenica dell’agosto del 1976 in cui la grande Storia, quella con la S maiuscola, invade la vita e le strade di un paese del Salento. Un famoso bandito, fuggito dal carcere di Lecce due giorni prima, è stato riconosciuto mentre si nasconde nelle campagne del paese. Inizia così una tragicomica caccia all'uomo che coinvolge un po’ tutti, bambini compresi. Ma questo non è solo il racconto di una giornata. E’ il racconto di un’infanzia e degli inganni e le illusioni che la circondano. Ed è soprattutto il racconto di un’epoca. Attraverso gli occhi di un bambino di otto anni viene ricostruito il mosaico del ricordo: uno strano e deformato affresco di quegli anni nel profondo Sud. Un sud che oggi non c’è più, piazze e comunità che si sono svuotate e si sono imbarbarite, o sono state svendute. Con quegli occhi a volte spalancati, altre socchiusi, altre ancora addormentati e in sogno, si racconta un mondo, frammenti di storia e di uomini e di donne, di battaglie tra bande e rivali e giochi pericolosi.
Nessuna cartolina, nessuna nostalgia: è un mondo duro, cupo, eppure comico e grottesco. Un mondo fotografato un attimo prima di scomparire. Un mondo di figure mitiche, contadini, preti, nonni, libellule, giornaletti e una gran voglia di diventare grandi, chissà poi perché.
Ingresso: 3 euro (prenotazione obbligatoria)
Info: 0832-242000 / 240752 -
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- www.teatrokoreja.it
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